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Perché nelle aziende sotto i 10 dipendenti è così poco diffuso il welfare aziendale?

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In tanti anni di esperienza sono poche le cose di cui sono sicuro. Una di queste è che nelle aziende con meno di 10 lavoratori, l’ambito delle risorse umane non è quasi mai curato in tutti i suoi aspetti. Gli interventi di sostegno al lavoratore finiscono per essere solo quelli previsti dal CCNL di riferimento oppure sono affidati alla sensibilità dell’imprenditore e quindi sono episodici.

E il welfare aziendale?

Nella maggior parte dei casi non viene messo in campo. Non essendoci un responsabile HR, è quasi impossibile che possa essere implementato un vero e proprio piano di welfare e, di fatto, tutti i dipendenti di questo tipo di aziende vengono tagliati fuori. Si tratta di una parte molto consistente del bacino professionale nazionale: oltre 4,1 milioni in Italia (pari al 95% del totale) con circa 7,6 milioni di persone occupate (pari al 44,5% del totale) – dati CGIA.

 

Ma un dipendente di una micro azienda ha

forse meno sogni, meno progetti, meno esigenze

del dipendente di una grande azienda?

 

Per loro, nella maggior parte dei casi, il welfare si traduce in gift card o ticket – almeno questo! – ma il welfare aziendale dovrebbe essere molto di più: un sostegno reale, duttile, con servizi alla persona, nei territori in cui la persona vive.

Ecco perché MySarma ha aperto un tavolo per l’individuazione di soluzioni concrete per aziende con meno di 10 dipendenti. E’ inutile pensare che queste aziende possano attivare una propria piattaforma o che possano seguire i classici schemi delle aziende di grandi dimensioni. Occorre fornire loro una risposta snella e semplice ma al contempo completa, che preveda la possibilità di erogare servizi di finalità sociale in favore dei propri lavoratori quando le persone ne hanno effettivamente bisogno.

Sono convinto che qualsiasi soluzione saremo in grado di mettere a punto debba essere costruita tenendo conto di 3 elementi base.

Territorialità.

Organizzazione.

Piattaforma.

 

Territorialità. Il Welfare aziendale riesce ad incidere davvero sulle persone quando i servizi di utilità sociale sono capillari, tengono conto delle specificità delle città, dei quartieri, dei territori.

Organizzazione. I meccanismi di attivazione e personalizzazione del Piano Welfare devono essere pensati in modo semplice e facilmente accessibile, perché le piccole aziende non hanno la forza né le risorse per imbarcarsi in un percorso ad ostacoli burocratico e amministrativo.

Piattaforma. Le piattaforme dei grandi provider sono pensate per funzionare con i grandi numeri. Di conseguenza sono complesse e articolate. Questi aspetti, che su larga scala possono essere dei plus, per le piccole aziende si trasformano in limitazioni in termini di duttilità, accessibilità e costi di gestione. La piattaforma che siamo chiamati a progettare deve rispondere ad una logica diversa e deve essere in grado di collegare il più facilmente possibile la persona al servizio, con il minor numero di click e senza registrazioni complicate.

Perché la soluzione sia efficace, c’è bisogno del contributo di quante più persone possibile. Per questo abbiamo immaginato un tavolo aperto, trasversale, che prima di tutto sia capace di dialogare con queste realtà e comprendere fino in fondo i bisogni e le esigenze delle persone che lavorano.

Se sei una Pmi con meno di 10 dipendenti, il tuo contributo può fare la differenza nella scrittura di questa storia.